Storia

Siamo nell’800, la vita contadina si svolge attorno a numerose cascine sparse per la campagna del varesotto. La cascina fin dall'origine è un microcosmo ben delimitato, posta generalmente nel perimetro della tenuta agricola, recintato da mura, portici, siepi e staccionate, chiuso alla sera mezz'ora dopo il tramonto e riaperto al mattino al sorgere del sole. La cascina era un'oasi di tranquillità dove tutto era finalizzato alla coltivazione dei prodotti agricoli e all'allevamento del bestiame, beni fondamentali alla vita dell'uomo, che richiedevano un lavoro ininterrotto.

C'era fra gli abitanti della cascina un forte senso di solidarietà, di adesione al lavoro in comune, di partecipazione alla vita di gruppo. Era consuetudine, e quasi un rito, prestare la propria collaborazione in occasione della macellazione del maiale, che avveniva normalmente nei mesi di dicembre o gennaio; ed era una festa collettiva prendere parte alla sera, con parenti ed amici, alla cena, a base esclusivamente di carne suina.
Data la mancanza di frigoriferi l’unico modo per la conservazione della carne del maiale era la salagione e la stagionatura delle carni. Con l’affinamento di queste tecniche nacquero veri e propri salumieri che, girando per le varie cascine, mettevano a disposizione a tutti la loro arte.
Dopo la seconda guerra mondiale, con la meccanizzazione del lavoro, nelle campagne iniziò il declino della cascina e queste tradizioni correvano il rischio di essere perdute per sempre. Fortunatamente la mentalità imprenditoriale, tipicamente varesina, di alcuni di questi salumieri, tra i quali nostro nonno Salvo, hanno permesso la conservazione di queste antiche tecniche. 
L’esodo dalle campagne dovuto alla rivoluzione industriale del dopoguerra ha portato alla formazione di numerosissimi paesini dove si concentrarono le nuove famiglie. Nascono così anche le cooperative, le drogherie, i negozietti sotto casa. 
Colombo Salvo, fondatore dell’omonimo salumificio, non si lascia sfuggire l’occasione e con l’aiuto dei figli riesce a creare un’attività che gli permette di raggiungere coi suoi prodotti tutta la provincia e a far conoscere la qualità sempre crescente della sua produzione. Il rapporto che si crea tra produttore, venditore e consumatore finale è molto amichevole, ogni consiglio è tenuto in considerazione e questo ha permesso di ottenere una qualità sempre maggiore, rispettando le antiche tradizioni delle cascine.
La trasformazione della rete di vendita avvenuta negli ultimi quindici anni con la centralizzazione in supermercati sempre più grandi e la sempre più agguerrita concorrenza non ci hanno impedito di mantenere lo standard di qualità raggiunto negli anni. 
Ancora oggi, dopo tre generazioni, le metodologie di lavorazione rispettano le regole di un tempo e sono il vero valore aggiunto della nostra produzione.

Anno 1973, macellazione. Nonno Salvo (primo da destra) con il veterinario Peruzzi.